Sui sentieri della Grande Guerra

NATURA, STORIA, TREKKING

L'ALTOPIANO DEI SETTE COMUNI

Distance from Villa Solatia

56.7

kilometres

Recommended excursion duration

1 Giornata

L’Altopiano dei Sette Comuni o più comunemente Altopiano di Asiago, è stato teatro di terribili combattimenti durante la Grande Guerra.
In queste terre si combatté dal primo all’ultimo giorno, con moltissime vittime per entrambi gli schieramenti.
Da Forte Verena, nel 1915, fu sparato il primo colpo di cannone per contrapporre l’avanzata austriaca che cercava di sfondare il fronte e conquistare la pianura veneta.

Il conflitto, succeduto anche da un secondo, ha lasciato segni indelebili in queste montagne. Mulattiere, fortezze, trincee, gallerie, postazioni di artiglieria, bombe, schegge, proiettili e tutto ciò che una guerra si porta dietro, cicatrice di ferite ancora presenti per far riflettere sugli sbagli che l’uomo tende a ripetere.

Nel 2018 la Regione Veneto insieme alla comunità montana dell’Altopiano dei Sette Comuni, per i 100 anni dalla fine dei conflitti, ha voluto recuperare e valorizzare tutti i beni storici, architettonici e culturali che la prima guerra mondiale ha lasciato. In occasione del centenario sono stati ristrutturati molti Forti militari, mettendo in sicurezza le trincee e facendo opera di pulizia dei camminamenti militari.

Tutti i sentieri, che presentano vari livelli di difficoltà, possono essere percorsi a piedi oppure in mountain bike, da primavera fino all’inizio dell’autunno.

FORTE INTERROTTO

Forte Interrotto era stata costruito nel XIX secolo come caserma militare per ospitare il Battaglione Alpini “Bassano”. Dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale venne trasformato in fortezza per la posizione in cui si trova, a pochi chilometri dal confine austriaco.
E’ ubicato a quasi 1400 metri di altitudine e il suo nome deriva dal monte su cui si trova. Costruito interamente in pietra, assomiglia ad un castello medievale con ponte levatoio e fossato intorno per impedire al nemico di scalare le mura e sparare o buttare bombe dalle feritoie.
Fu occupato dall'esercito austro-ungarico il 22 maggio 1916 durante “l’offensiva di primavera” e rimase nelle loro mani fino alla fine del conflitto.
Venne utilizzato come punto di osservazione sull’altopiano e per questo venne dotato di fari e di qualche pezzo di artiglieria di piccolo calibro.
Il forte si trova sopra l'abitato di Camporovere, una frazione del Comune di Roana, da cui è possibile ammirare dall’alto Asiago, Cesuna e Tresche Conca. Recentemente ristrutturato il forte è visitabile. La passeggiata che inizia da Camporovere è piacevole e panoramica e offre più alternative di risalita. Nel primo caso la partenza è dal paese e poi si prosegue a piedi su via Monte Interrotto, dove la strada è prima asfaltata e poi diventa bianca, con un tempo di percorrenza del percorso in meno di un’ora. Nel secondo caso invece si lascia l’auto alla fine del tratto asfaltato, in prossimità del monte Rasta e si inizia da qui il cammino a piedi di circa mezz’ora. A questo itinerario è possibile aggiungere altre due escursioni, così da poter visitare il Sentiero dei 5 cimiteri e le trincee del Monte Zebio.

IL SACRARIO DI LEITEN

Il Sacrario Militare di Asiago sorge sul Colle Leiten nella città di Asiago (Vicenza), a 1.058 metri di quota. Fu progettato dall'architetto veneziano Orfeo Rossato ed è stato ultimato nell'ottobre 1936. La sua imponente mole rispecchia la migliore architettura romana, con linee sobrie e solenni che ben si scorgono sia osservandolo da lontano, sia ammirandone i particolari. Il Monumento è stato costruito per dare degna sepoltura ai resti dei caduti italiani provenienti da 35 cimiteri di guerra prima sparsi nella zona dell'Altipiano dei Sette Comuni. Nella Cripta sono stati raccolti anche molti caduti austro-ungarici noti ed ignoti, provenienti dai cimiteri di guerra di Gallio, Stoccaredo, Cesuna, Canove, Marcesina. La struttura è a pianta quadrata e ha quattro fronti, perfettamente simmetriche, e appare in tutta la sua grandiosità da qualunque punto di vista venga osservato.

IL FORTE DI PUNTA CORBIN

Il Forte militare di Punta Corbin è adiacente al Monte Cengio in prossimità del paese di Treschè Conca, nell’area occidentale dell’Altopiano di Asiago.
Fu costruito nel 1906 per difendere la Valle dell’Astico da eventuali attacchi dei soldati austroungarici. Durante la Prima Guerra Mondiale è stato uno dei Forti della linea difensiva italiana sulle Prealpi vicentine, anche se, dopo pochi mesi dall'inizio della guerra, fu privato dei cannoni e venne così relegato, insieme ad altri forti della zona, ad un ruolo marginale nella difesa.
Forte Corbin divenne tristemente famoso perché venne occupato per un mese dall’esercito austro-ungarico durante la battaglia sul Monte Cengio contro i Granatieri di Sardegna, la cosiddetta Strafexpedition o Spedizione punitiva del 1916. Questa brigata aveva avuto il compito di difendere quella zona dall’invasione degli austriaci nella pianura veneta, che così volevano prendere alle spalle l’esercito italiano schierato sul Carso. Anche se vennero sconfitti e si salvarono solo in mille, i Granatieri rallentarono l’azione militare del nemico che non riuscì ad avere accesso ai paesi a valle, facendo così fallire la Strafexpedition.
In seguito il Forte ritornò ad essere italiano, anche se venne occupato dall’esercito austro-ungarico che lo utilizzò come osservatorio fino al 1918.
Finita la guerra, per qualche anno, divenne una caserma per gli addestramenti militari, rimase poi in disuso fino agli anni ‘20, quando il Governo italiano ordinò lo sradicamento delle sei cupole di acciaio poste sul tetto della batteria, lasciandolo a cielo aperto e privandolo da ogni forma di sorveglianza.

In seguito fu restaurato e valorizzato dalla famiglia Panozzo, che lo ha trasformato in un museo ed oggi viene inserito negli itinerari escursionistici della Grande guerra.